La crisi economica degli ultimi anni ha generato cambiamenti importanti e significativi nei comportamenti d’acquisto dei . Più ricerche sulle nuove modalità di consumo hanno evidenziato come una parte considerevole di consumatori abbia acquisito – in risposta alla crisi – la capacità di acquistare in maniera più critica rispetto al passato, chiedendo al mercato maggiori informazioni sui prodotti, più qualità, più sostenibilità e prezzi più equi.

In tal senso, negli ultimi anni hanno preso forma nuove forme di cooperazione e collaborazione tra consumatori; sono nate e continuano a nascere vere e proprie community; nuove forme associative – offline e online – di collaborazione orizzontale in cui più consumatori decidono di unirsi e/o sono invitati a farlo per porsi in contatto diretto con i produttori, tagliando, in tal modo, fuori tutte le dinamiche distributive grazie al potere d’acquisto che si è venuto a creare grazie all’aggregazione di più consumatori; potere che cresce all’aumentare del numero dei partecipanti.

I nascono su iniziativa spontanea dei consumatori o su invito di strutture e piattaforme dedicate; sono persone che condividono, ma non necessariamente, lo stesso palazzo o luogo di lavoro o anche imprese che condividono le stesse problematiche e che decidono di acquistare direttamente dai produttori mediante ordini collettivi.

In un gruppo d’acquisto tutti gli attori in gioco possono quindi diventare gli agenti principali del benessere del cambiamento e della crescita della comunità in senso positivo. Per questo motivo il concetto di rete è fondamentale per la sua riuscita, di qualsiasi tipologia sia il gruppo d’acquisto.

Esistono, fondamentalmente due categorie di gruppi d’acquisto..

I GAS –

La prima categoria è quella dei GAS Gruppo d’Acquisto Solidale; definiti “solidali” al fine di distinguerli dai gruppi d’acquisto tout-court, che possono non presentare connotazioni etiche, ma essere solo uno strumento di risparmio. L’aspetto etico, o solidale, di tali gruppi, è il lato più importante, che li connota come esperienze nel campo del consumo critico. Il richiamo ad una vita in cui le relazioni umane e la condivisione con gli amici ed i vicini tornano ad avere importanza primaria; il ritorno ai sapori di una volta; il piacere di mangiare cose buone, che fanno bene, in armonia con gli altri esseri umani e con la natura questi sono i motivi fondanti che fanno nascere questi gruppi di acquisto. I GAS nascono dall’aggregazione di consumatori consapevoli che si organizzano spontaneamente per fare la spesa insieme acquistando direttamente da piccoli produttori della propria zona costruendo con loro relazioni di fiducia. Il principio di solidarietà proprio dei gruppi d’acquisto viene declinato verso i seguenti portatori di interessi:

  • i consumatori stessi, che portano avanti collettivamente, mediante lavoro volontario, le attività del gruppo
  • i produttori locali con i quali si instaura una relazione diretta e fiduciaria
  • i produttori del sud del mondo, tramite l’adesione ai principi del commercio equo e solidale (continuità nelle relazioni, prezzo equo, retribuzione dignitosa, …).

I gruppi di acquisto solidale possono essere molto piccoli, formati da poche famiglie, o molto grandi e comprendere in questo caso anche cento famiglie.

La Nascita e la diffusione dei GAS in Italia

La nascita del primo GAS italiano si fa risalire ad un incontro dal titolo “Quando l’economia uccide…bisogna cambiare”, tenutosi a Verona nel settembre del 1993; un gruppo di famiglie di Fidenza comune in provincia di Parma, decise di tradurre in pratica concreta e quotidiana il proprio bisogno di cambiamento e di riflettere sui propri consumi per acquistare prodotti di uso comune utilizzando come criterio guida i concetti di giustizia e di solidarietà.

Nel 1994, venne alla luce il primo gruppo: diverse famiglie decisero di mettere a disposizione il proprio tempo libero, con spirito di mutalità, per andare a conoscere i produttori di cibi sani e biologici, acquistarli direttamente da loro e distribuirli all’interno del gruppo.

L’esperienza di Fidenza venne seguita e replicata in altre parti d’Italia. Nel 1997 prese forma la rete dei gruppi di acquisto, strumento strategico per i gruppi, in quanto permetteva e permette loro di scambiarsi informazioni su prodotti e produttori. Nel corso degli ultimi 10 anni c’è stata una vera e propria crescita esponenziale, oggi sono più di 1000 i gruppi attivi in Italia.

I GAC – Gruppi di Acquisto Collettivo

La seconda tipologia esistente è invece e quella de Gruppi d’Acquisto Collettivo (GAC) ed è incentrato maggiormente sul risparmio e sulla lotta all’abbattimento dei prezzi.

Nati nel 2005 in provincia di Torino con l’intenzione di ottenere un risparmio economico, per i consumatori, e ridurre l’impatto ambientale in termini di inquinamento.

In generale i Gruppi di Acquisto Collettivo pongono maggiormente la propria attenzione nel rendere accessibili prodotti (soprattutto biologici e/o di qualità), accorciando la filiera e venendo in trattativa direttamente con il produttore, al fine di contenerne il prezzo.

In un caso o nell’altro, comunque alla base della scelta di unirsi in un gruppo di acquisto c’è sicuramente la condivisione del desiderio di costruire un’economia sana, spesso locale (soprattutto per quanto riguarda l’acquisto di prodotti agroalimentari) e dal basso.

Nuove soluzioni ai propri consumi in un’ottica di risparmio

Organizzare e strutturare un Gruppo di Acquisto ha certamente tra i suoi obiettivi quelli di sviluppare e mettere in pratica il consumo critico; sviluppare e creare solidarietà e consapevolezza; socializzare ma anche porre attenzione e cercare nuove soluzioni ai propri consumi in un’ottica di risparmio e/o di ricerca di produttori che abbiano fatto scelte etiche nel campo della produzione di energia ad esempio.