Penso che tutti abbiano visto la foto fatta da dallo spazio ad ottobre 2017 dove la sembrava immersa in una fitta nebbia. Peccato che non fosse nebbia ma .

Da anni sentiamo al telegiornale termini come “Blocco del traffico”, “Polveri fini”, “”, etc. tanto da stufarci e indurci a non ascoltare più il servizio.

Se ne parla da tanti anni ed ogni volta è “Emergenza Smog”, anche se il termine “emergenza” dovrebbe riferirsi ad eventi che si manifestano una tantum, quando oramai invece è quasi la normalità.

Un po’ di storia dell’aria

Si deve sapere che la qualità dell’aria è un tema che l’uomo si porta dietro dalla scoperta del fuoco.

Dalla combustione di legna ed arbusti, l’uomo iniziò a respirare sostanze nuove ed alcune anche fatali (immaginate la quantità di fuliggine che un uomo dentro una grotta doveva respirare).

Ai tempi dell’antica Roma, le cose non andavano molto meglio. Seneca scriveva che la sua salute era migliorata allontanandosi da una città con un’”atmosfera oppressiva”, fatta di nuvole di ceneri e fumi velenosi.

Con l’arrivo dell’era industriale, l’aria fu colpita da un’altra ondata di inquinanti. Si iniziarono a bruciare i combustibili fossili dando il via all’aumento delle concentrazioni di (CO2). Per ridurre i problemi, gli stabilimenti metallurgici vennero spostati al di fuori delle città.

e l’uomo

La CO2 non ha grandi effetti sull’uomo, ma essendo un gas pesante tende ad accumularsi.

Negli ultimi 200 anni, la sua presenza è aumentata del 40% causando il surriscaldamento del pianeta. Un altro fattore da tener presente in questo lasso temporale, è dato dal numero di persone sul pianeta, aumentato di otto volte e di conseguenza sono aumentati i rispettivi consumi di di oltre 30 volte.

Il Black Carbon o fuliggine, invece, è un po’ più dannosa. Nel 1952, a Londra, in pochi giorni morirono circa quattromila persone a causa dello smog. Questa tragedia, però, diede l’impulso alla moderna legislazione che mira ad intervenire in qualche modo.

Negli anni Novanta, si parlava del “Buco dell’Ozono” e delle sue conseguenze come l’innalzamento della temperatura. Limitando a livello mondiale le sostanze che lo generarono, ad oggi possiamo dire che il buco si è richiuso.

Qualità dell’aria e

I cambiamenti climatici sono un grande problema globale che ci tocca direttamente ma la cosa più triste è che se non interveniamo quanto prima questa sarà l’eredità che lasceremo ai nostri figli.

Sappiamo per certo che il punto di non ritorno è l’aumento globale di 2°C dalle temperature medie rispetto alle temperature preindustriali. Il problema più grande sarebbe lo scioglimento dell’Artico e dell’Antartico, le masse più grandi di acqua dolce ghiacciate.

La temperatura globale incide in modo abbastanza diretto anche sui consumi energetici. È vero che all’aumentare delle temperature, alle nostre latitudini, si hanno inverni più miti e di conseguenza un minor consumo di combustibile per scaldarsi, ma si hanno estati più torride con un maggior consumo di energia elettrica per i climatizzatori.

Se guardiamo un po’ oltre al solo consumo di energia, i problemi che nascono sono di gran lunga maggiori. L’estate 2017 è stata l’estate più calda negli ultimi 100 anni e tutti abbiamo visto come i bacini artificiali e non a fine estate fossero praticamente vuoti.

Da questi bacini, oltre che l’acqua potabile, dipendono numerose centrali idroelettriche che producono energia per il paese.

Anche i grandi impianti eolici, lo scorso anno, hanno risentito dei cambiamenti climatici perché in aree da sempre ventose per lunghi periodi le correnti d’aria hanno preso altre strade.

Se usciamo dal bel Paese, anche in Europa le produzioni non sono state migliori. Numerose centrali nucleari hanno dovuto ridurre le loro produzioni a causa di mancanza d’acqua per il loro raffreddamento.

Di casi come questi ce ne sarebbero ancora molti per dimostrare come gli eventi naturali incidano sulla produzione di energia.

Tuttavia, possiamo dire che negli ultimi 20 anni la qualità dell’aria è di molto migliorata e per questo i parametri di riferimento vengono periodicamente abbassati.

Abbiamo ancora molto da fare ma ce la possiamo fare!